Le ragazze de Il Semaforo Blu si sono occupate dell'inaugurazione della mostra "Le poesie di Silvia Vecchini nelle illustrazioni di Marina Marcolin e Arianna Vairo" presso la Biblioteca Pier Paolo Pasolini a Roma.
Mi hanno mandato notizie e percorsi e non posso che ringraziarle di cuore.
Con i più piccoli, i bambini di terza e quarta, hanno iniziato leggendo la poesia ispirata a "I vestiti nuovi dell'imperatore" come invito a chiedere e dire senza paura di sbagliare. Poi si sono concentrate su Poesie della notte e alla fine hanno fatto un cerchio (che ricordasse quello di Marina per il testo Quando scrivo una poesia) con una lunga striscia di carta affinché potessero scrivere le parole che volevano conservare.
Con i più grandi, i ragazzi di seconda media, hanno pensato di dare il via a una ricerca speciale che permettesse ai ragazzi di cogliere delle tematiche ricorrenti. A partire da parole come "identità,
fratellanza, errore..." i ragazzi a coppie hanno visitato la mostra da
soli e scoperto somiglianze tra le due raccolte di poesie ma anche nuove
interpretazioni.
Le ragazze de Il Semaforo Blu mi segnalano anche una cosa divertente. Non mi avevano presentata prima così da lasciare libera la loro immaginazione su chi fosse l'autrice dei testi.
Sembra che sia stata una grande sorpresa per loro sapere che non ero una vecchietta in pensione.
Come quando un'insegnante mi presentò ai suoi alunni dicendo: "Oggi con noi c'è una poetessa viva".
La mostra sarà aperta fino al 15 giugno.
lunedì 1 giugno 2015
lunedì 18 maggio 2015
Dopo la partita di calcio
Giovanni scalzo mi dice
-Toglile anche tu - sfilo le scarpe
le mani bagnate, i piatti nel lavello
com'è bello mio figlio
è un mese che mi sfida
vuol sapere il giorno esatto
del sorpasso, lo fronteggio
mi spia, ci sfioriamo
la punta del naso, io fisso
le pupille, il verdeazzurro attorno,
saluto con un bacio
quest'ultimo pareggio
senza girone di ritorno.
martedì 28 aprile 2015
La mia invenzione alla Torre dei Lambardi
Il 1° maggio (gratutamente), il 2 e il 3 il (con un biglietto simbolico di 1 euro per gli adulti), si torna alla torre dei Lambardi di Magione per ammirare i lavori dei bambini intorno al silenzio e a La mia invenzione (Edizioni Corsare)! Grazie alle insegnanti che hanno percorso con i bambini questo cammino alla scoperta del silenzio, all'ascolto dei suoni e dei pensieri, della natura e del cuore.
Documentazione fotografica, rielaborazione degli incontri, libri da sfogliare, scatole da aprire, piccole torri dove ci sono io insieme ai bambini, tasche e taschine come nel mio scenario, oggetti ma anche giochi e filmati.
Un ringraziamento speciale a Giuliana Fanti delle Edizioni Corsare che ha gentilmente concesso le bellissime stampe delle illustrazioni di Maria Giron.
lunedì 20 aprile 2015
Poeti in classe
una struttura semplice e diretta per farsi
largo tra i banchi,
mettersi a sedere in mezzo ai bambini, raccontare qualcosa di se stessi e
qualcosa che ha a che fare con la poesia (del perché si scrive o come,
se c'è un inizio fortunato), lasciare un testo ai bambini come saluto.
mercoledì 8 aprile 2015
Due taccuini, un regalo
Di recente un'insegnante della scuola primaria mi ha fatto conoscere un esperimento tentato con i bambini della sua classe, una quarta alle prese con l'attesa del Natale.
L'insegnante ha pensato di consegnare ai suoi alunni dei quadernini, metterci due nastri per chiuderli in un fiocco, regalare loro ogni giorno una poesia del libro Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno (Topipittori).
Poi l'insegnante scriveva ai bambini come avrebbero potuto procedere:
«Cosa faremo? Dedicheremo mezz'ora al giorno a noi stessi: leggereo poesie che ci permetteranno di pensare, riflettere, capire, far sorgere domande, divertire, indagare dentro i nostri sentimenti, esprimere e comunicare il nostro mondo interiore attraverso le pagine di diario.
Lo faremo in un quadernino a parte».
«Un'avvertenza: scavatevi a fodno, non rimanete in superficie, anche se scavare potrebbe procurarvi dolore, tristezza, ansia, fastidio... Siate ironici verso voi stessi, prendetevi un po' in giro, sappiate ridere delle vostre disavventure...».
Ho due di questi taccuini sulla mia scrivania. Sono emozionanti. I bambini partono dal testo e poi vanno per la loro strada. Si sente che sono abituati a leggere versi e che questi versi germogliano in testa, portano altre idee, spingono a dire il proprio vissuto, a volte generano altri versi.
Bello sentire la loro voce, conoscere le loro battaglie a scuola, i litigi, gli affetti. Bellissimo sapere che tutto questo si mescoli con le poesie.
Una cosa interessante è che così scrivono praticamente tutti, anche chi ha qualche difficoltà, anche i disordinati, i pigri. L'idea poi è che, con il permesso di tutti, i taccuini possano girare tra i banchi, si possano condividere le pagine e pensieri, ci si conosca ancora un po'. E aprirli, sempre che uno voglia, anche ai genitori.
Ho chiesto di poter fotografare qualche pagina. Eccoli qui, Andrea ed Edoardo.
Prendono dalle mie poesie quello che serve loro e poi scrivono liberamente su diverse cose:
litigare, separarsi, fare errori
essere alle prese con i compiti
dormire
crescere
innamorarsi
pensare i propri pensieri
amare la natura
Ci vorrebbero più quaderni a parte, più versi da leggere in libertà, più tempo per sé.
Un grazie di cuore a Fernanda Bevagna della Scuola Primaria di Magione che ha voluto farmi conoscere il lavoro fatto i bambini e mi ha dato la possibilità di sfogliare i loro taccuini dell'attesa.
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