mercoledì 15 maggio 2013

Cose leggere e vaganti


Ci sono cose davvero inaspettate.
A volte accadono attraverso i libri per vie sorprendenti.
Il 4 maggio eravamo a Milano. Abbiamo tenuto un incontro nella libreria Feltrinelli in piazza Duomo. Era una bella giornata di sole. Così, come di solito mi diverto a fare quando incontro i bambini per  Chi c'è tra i miei capelli?, siamo usciti all'aperto e ho liberato un palloncino nel cielo sopra la Galleria. Al palloncino era legato l'uccellino che compare tra le pagine del libro e che ormai sappiamo che ha imparato a volare
I bambini presenti lo hanno salutato agitando i loro uccellini di carta montati su bastoncini di gelato. Gli abbiamo augurato buon viaggio e ci siamo chiesti con emozione vera "Dove arriverà? Chi lo troverà?".
Ma non era pensiero ad alta voce, tanto per dire. Ogni volta infatti scrivo dietro all'uccellino il mio indirizzo di posta elettronica. E ogni volta ci credo.
Bene, l'altro giorno ho ricevuto questa mail.


Ciao Silvia,
mi chiamo Lorenzo Benedetti e ho 14 anni, vivo con i miei genitori, mia sorella maggiore Clara e mio fratello minore Cesare sulle rive del lago di Endine in provincia di Bergamo.
Frequento la classe terza media e sono appassionato di montagna e di tutto quello che ad essa è legato, tra cui il trekking, l’arrampicata e l’alpinismo.
Da mio nonno materno ho preso la passione per gli animali quali mucche, capre e pecore e per questo motivo l’anno prossimo frequenterò l’istituto professionale per operatore agricolo montano.
Domenica 5 maggio, durante un escursione al rifugio Gheza, nel parco dell’Adamello, in valle camonica (BRESCIA) ho trovato il tuo palloncino.
Ti allego a questa mia mail alcune foto, in una sono io nei pressi del rifugio Gheza con il tuo palloncino e il mio cane Sherpa.
Ciao
Lorenzo





Non è straordinario?
Che il palloncino abbia viaggiato tanto, superato le nuvole e la notte?
Resistito al freddo e a mille pericoli?
 Che abbia incontrato questi occhi svegli?

L'idea del palloncino è una piccola cosa che mi ha insegnato un giorno mia figlia Beatrice proprio a Milano. Eravamo lì per visitare la mostra della Pixar e abbiamo fatto un rapido giro in piazza Duomo e in Galleria. Beatrice aveva una macchina fotografica e scattava qua e là come è solita fare.
Una volta a casa ho visto i suoi scatti. Ce n'erano almeno quattro in cui comparivano dei palloncini "intrappolati" in Galleria. Inutile dire che noi non li avevamo assolutamente notati.
Così, quando ho iniziato questo gioco ho pensato: se qualcuno lo troverà, sarà di certo un bambino, un ragazzino o qualcuno che abbia conservato la stessa grazia, la stessa curiosità.
Ed eccolo qui. Il mio amico Lorenzo.

Ora abbiamo fatto conoscenza e presto gli manderò un libro.
Lo ringrazio di cuore e gli dedico questa poesia che tanto amo, come amo tutte le cose leggere e vaganti.



Ritratto della mia bambina

La mia bambina con la palla in mano,
con gli occhi grandi colore del cielo
e dell’estiva vesticciola: « Babbo
– mi disse – voglio uscire oggi con te ».
Ed io pensavo: Di tante parvenze
che s’ammirano al mondo, io ben so a quali
posso la mia bambina assomigliare.
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull’onde biancheggia, a quella scia
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti.


Umberto Saba (1883-1957)





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