La stagione di Disegni DiVersi, i mesi passati di lunedì in lunedì, l'appuntamento settimanale di poesie a fumetti, ora è tutta raccolta in un libro pubblicato da 'roundmidnight edizioni.
Con due scritti di Sara Zambotti e Massimo Cirri.
Qui il link alla sua prima recensione: http://www.bandadicefali.it/2016/05/26/disegni-diversi/
lunedì 30 maggio 2016
sabato 28 maggio 2016
Finalmente qui su Gavrocheblog
Gavroche Elisabetta Cremaschi, con competenza e profondità, legge Prima di me (Luisa Mattia e Mook, Topipittori) e il nostro Finalmente qui (Bacchilega) tracciando un percorso che li avvicina.
Mi ritrovo particolamente in queste parole che descrivono una necessità che si presenta quando arriva un bambino e che avevamo ben presente mentre lavoravamo al nostro piccolo libro.
"Fare spazio non è solo un gesto materiale, ma qualcosa di profondamente interiore: trovare uno spazio dentro se stessi dilatabile, in altezza e nel tempo, che possa accogliere repentini cambi di dimensioni, bisogni di espandersi e paure che fanno rimpicciolire, passi dispari in direzioni incerte".
Verissimo. Quando si aspetta un bambino, quando arriva, c'è un cambio di passo, si sperimenta tutta insieme una specie di realtà "aumentata". Ma anche una dilatazione interiore che permette, dopo aver tanto pensato al "bambino della notte", di accogliere quello del giorno. Un fare spazio che ci trasforma. Grazie Elisabetta.
Black hole su Andersen
Black hole (Edizioni San Paolo) sulla rivista Andersen.
Grazie a Martina Russo per la lettura. Felice che in una storia dove ci sono tanti passi al limite della caduta, ci sia anche un po' di equilibrio.
Grazie a Martina Russo per la lettura. Felice che in una storia dove ci sono tanti passi al limite della caduta, ci sia anche un po' di equilibrio.
lunedì 23 maggio 2016
Scrivere con Vetro
Domenica pomeriggio in una piccola biblioteca al lago Trasimeno. È la biblioteca di Tuoro che, grazie alla pediatra di famiglia Elena Cappellani, (vincitrice del premio Nati per leggere 2011) e un gruppo di genitori, ha continuato a lavorare pian pianino proponendo letture e attività ma soprattutto creando una rete, offrendo opportunità in un territorio non facile.
Ogni volta che vado mi diverto. Trovo bambini svegli e motivati. Per dire, lo scorso anno questi bambini sono stati gli unici a indovinare tutti i titoli nascosti di In mezzo alla fiaba. Non solo rispondevano con il titolo giusto ma partivano dritti per raccontartela tutta.
Siamo stati insieme due ore a leggere e scrivere. Anche i fratellini più piccoli sono rimasti.
E anche i genitori, a debita distanza, hanno scritto e alla fine ascoltato quello che i bambini e ragazzi hanno voluto liberamente leggere.
martedì 17 maggio 2016
Fumetti alla libreria Le foglie d'oro
Fare fumetti con i bambini è proprio divertente.
Qui Sualzo e io siamo nella bellissima libreria Le foglie d'oro di Stefania Lanari a Pesaro dove abbiamo lavorato sodo e conosciuto personaggi straordinari come il ciclope Orbo, il ninja Catama, il mago Aifos, il chewingum Gummy e tanti altri.
Le facce attente non sono per noi ma per il momento in cui ogni bambino (se vuole) racconta agli altri la sua storia mostrando la tavola e leggendo le vignette.
Grazie a tutti!
mercoledì 11 maggio 2016
Black hole
Serenamente terrorizzata.
Così risponderei oggi a una delle domande che più spesso mi fanno i ragazzi quando li incontro e cioè: «Come ti senti quando esce un tuo libro?».
Black hole è nato d'estate dopo aver aspettato tutto l'inverno e tutta la primavera. Volevo proprio scriverlo nei mesi di luglio, agosto. Che fosse caldo. I due ragazzi mi giravano in testa da mesi e sapevo che si trovavano dentro una casa abbandonata. Volevo sapere perché e non lo sapevo. Volevo andare a vedere ma avevo anche paura.
Così sono andata a sbirciare un po' di case a metà, non finite, interrotte come erano loro. Ma in realtà non ci sarebbe stato bisogno perché io, una casa così, l'ho proprio conosciuta da vicino. Ho rischiato di rompermi l'osso del collo saltando da una delle sue finestre.
Sono andata anche all'acquapark e ho fatto tutto. Ogni piscina, ogni scivolo. Pure il trampolino pensando che sarei morta già mentre salivo la scala.
Non sono andata a cercare Il Re del cocomero ma giuro che ci sono stata circa venticinque anni fa.
Sono stata a vedere La teoria del tutto in un cinema all'aperto e per l'intera estate ho avuto presente il mio migliore amico che a dodici anni si comprò un telescopio e iniziò a fare fotografie alla Luna.
Ho ascoltato Lana Del Rey.
Sono andata a un concerto di Passenger.
Ho mangiato orsetti gommosi.
Mi sono fermata ogni volta che artisti di strada giocavano con il fuoco, ho osservato le ragazze che facevano volteggiare catene e fiamme.
Ma soprattutto ho provato a scrivere (provato, non so se ci sono riuscita) su un tema difficile che per me era necessario. Come una bestia che giace sul fondo è stato svegliato dal lavoro fatto scrivendo In mezzo alla fiaba.
In realtà mi sono accorta che quello che scrivo non è mai indipendente dal resto che ho già scritto o che sto per scrivere.
Ci sono temi, immagini, parole che tornano con insistenza, riemergono perché ci sono affezionata, perché è proprio vero, perché costituiscono un centro stabile nei miei pensieri.
Altri aspetti invece potrei semplicemente dire che mi perseguitano. Non sono io che li cerco ma sono loro che cercano di stanarmi (mi ha colpita in questo senso una frase di Edward Hopper ascoltata durante la visita alla mostra presente a Bologna: "Io non ho temi voluti consciamente").
In questo libro ad esempio torna una fiaba e torna l'intenzione della voce che compare nel testo che le ho dedicato nella raccolta edita per Topipittori.
Devi scenderle tutte quelle scale
se ti vuoi salvare,
una ad una,
avere paura…
e girare la chiave
anche se tremano i ginocchi
devi aprire capire guardare
mai chiudere gli occhi
davanti al male.
Torna anche un pensiero che è presente in Vetro (Fulmìno). L'immagine della galleria da attraversare per uscire dalla parte opposta. Quando si cresce, quando si attraversa un cambiamento, quando si supera un trauma.
Questa immagine è anche in una poesia ancora inedita. L'ho scritta più di un anno fa dopo aver fatto un sogno straordinariamente reale.
Scelgo questa per salutare questo libro, salutare la ragazza che c'è dentro, augurarle di uscire fuori sana e salva, salutare un po' anche me.
Ho sognato un parco giochi, un tunnel
un tubo d'acqua in cui cadevo
acceleravo al buio
senza freno verso il fondo,
veloce scivolavo giù, scendevo
ho sognato che nascevo.
Il mio grazie a Lodovica Cima che ha accolto questo libro con entusiasmo e generosità.
Qui i link delle due canzoni che mi hanno guidata durante la scrittura:
Holes: http://www.youtube.com/watch?v=glvBbx-K-R8
Summertime Sadness: https://www.youtube.com/watch?v=WEx18ejrvCY
lunedì 25 aprile 2016
Incontri poetici e laboratorio di scrittura a Carpi!
A questo link http://www.radicelabirinto.it/…/semi-e-parole-terza-edizio…/
trovate il programma di Semi e Parole, una bellissima iniziativa desiderata e curata da Alessia Napolitano della libreria Radice-Labirinto a Carpi. Semi e Parole è tutta dedicata alla poesia.
Questa è la terza edizione, cioè un vero miracolo.
Ci sono moltissimi incontri dedicati ai bambini ma anche agli adulti.
Felicissima di esserci insieme a tutti i nomi e i fili che ha intrecciato Alessia.
La cosa nuova è che questa volta siamo ospiti a Casa Radice che io personalmente non vedo l'ora di vedere.
Alessia ha pensato che poteva essere bello che, tra tanti incontri, ce ne fosse uno per scrivere insieme.
Così vi invito ufficialmente: sabato 28 maggio a partire dalle dieci.
Dai, rubate un giorno a tutto il resto, venite a Carpi che ci togliamo le scarpe e ci mettiamo a scrivere in giardino!
Illustrazione di Silvia Molinari (Il Cosario, Edizioni Corsare)
Dalle ore 10 alle 18 – A Casa Radice, Via Traversa S.Giorgio, 22
Scrivere la poesia
Un’officina poetica condotta da Silvia Vecchini, poetessa e scrittrice per ragazzi.
Un laboratorio poetico per immergersi nella scrittura, dare ascolto alla voce propria, degli altri, del giardino attraverso letture, stimoli, esperimenti, apriscatole e chiavi segrete. Un tempo prezioso per scoprire, ritrovare, curare, cambiare le parole che germogliano dentro.
Alle ore 13 un rinfresco poetico offerto dalla libreria.
Un laboratorio poetico per immergersi nella scrittura, dare ascolto alla voce propria, degli altri, del giardino attraverso letture, stimoli, esperimenti, apriscatole e chiavi segrete. Un tempo prezioso per scoprire, ritrovare, curare, cambiare le parole che germogliano dentro.
Alle ore 13 un rinfresco poetico offerto dalla libreria.
Qui di seguito altri incontri con me e Sualzo:
Ore 10,30- Giardino
Sassi, semi, foglie e fiori parlanti.
Con Sualzo, fumettista e illustratore.
Laboratorio di fumetto poetico con elementi naturali.
Chi sono gli abitanti del giardino? E se potessero parlare tra di loro, cosa si direbbero? Si apre la caccia ai personaggi e alle loro parole!Tante nuvolette aspettano di essere riempite con le loro voci segrete.
Laboratorio di fumetto poetico con elementi naturali.
Chi sono gli abitanti del giardino? E se potessero parlare tra di loro, cosa si direbbero? Si apre la caccia ai personaggi e alle loro parole!Tante nuvolette aspettano di essere riempite con le loro voci segrete.
Dai 5 anni.
Ore 11 – Casa Radice
“Ho cantato l’attesa, ora sei qui”
Semina di poesie per mamme in attesa, bambini in ascolto nella pancia, neomamme e neonati. Con Sabrina Giarratana e Silvia Vecchini, poetesse e scrittrici per ragazzi.
Un incontro poetico a due voci, per accompagnare il viaggio di chi sta per venire al mondo e per dargli il benvenuto. Parole che nutrono come baci e carezze, da sussurrare prima al bambino nella pancia e dopo alle sue orecchie, per ascoltare insieme lo stupore dell’attesa e la gioia della nascita.
Ore 12 – Giardino (Palco)
La poesia del lunedì
Un incontro con Silvia Vecchini e Sualzo.
Chiacchiere su poesia e fumetto. Cosa succede quando le parole poetiche intrecciano il segno a matita? E cosa succede se quelle parole e quel segno sono di due innamorati?
Per tutti.
Ore 17 – Giardino
La poesia è un seme.
Laboratorio di scrittura e semina creativa con Silvia Vecchini, poetessa e scrittrice per ragazzi.
I bambini potranno scrivere a partire da letture, parole e emozioni e poi saranno i protagonisti di un’offerta di poesia per tutti i presenti.
I bambini potranno scrivere a partire da letture, parole e emozioni e poi saranno i protagonisti di un’offerta di poesia per tutti i presenti.
Dai 6 anni e per adulti.
Casa Radice è in Via Traversa S.Giorgio 22 a Carpi ed è gestita dall’Associazione di promozione sociale senza scopo di lucro “Radice”.
Scrivere insieme
Si continua.
In libreria con insegnanti, appassionati, curiosi.
A scuola con i bambini.
Mi piace sempre di più condividere la pratica della scrittura, anche per poche ore.
Respirare insieme quel tempo attorno a tavolo, avere il silenzio come nutrimento, sentire la concentrazione e l'energia che cresce, ascoltare quello che altri hanno scritto, pensato.
Il corpo a corpo con la scrittura in solitaria è ben altra cosa, si sa.
Ma questo scrivere insieme apre porte misteriose che mi sembrano importanti.
Scuola Primaria, Assisi
Libreria La casa sull'albero, Arezzo
Libreria Paci, Città di Castello, Perugia
Scuola Primaria, Cantù
Per leggere un bel reportage dell'incontro nella Scuola Primaria di Cantù
scritto dall'insegnante Antonella Capetti:
venerdì 22 aprile 2016
Le parole giuste a Prato
Qualche giorno fa a Prato ho avuto la fortuna di incontrare tante, ma tante classi. Credo venti, ma ho perso il conto. La cosa straordinaria è che tutte avevano lavorato sulla storia de Le parole giuste (Giunti) con fantasia, creatività, approfondendo temi difficili, dialogando in classe apertamente. Mi hanno fatto un sacco di sorprese.
C'è chi ha suonato le canzoni della storia, chi è venuto con la stessa bici di uno dei personaggi, chi ha scritto poesie, chi ha preparato i biscotti della fortuna, chi ha girato dei video, chi mi ha fatto trovare una tenda, chi ha fatto interviste, chi si è occupato del servizio d'ordine, chi ha preparato l'audiolibro, chi ha recitato in vero teatro.
Mi sono proprio emozionata.
Anche perché, tra tutti quei ragazzi, c'erano tante "Emma", ragazzi dislessici che fanno un sacco di fatica e che hanno trovato il modo di uscire fuori senza paura. Grazie mille volte all'Aid (associazione italiana dislessia) di Prato.
domenica 27 marzo 2016
Un tappeto morbido per Finalmente qui!
Sono voluta rimanere in tema con il libro e questa volta ho chiesto aiuto alla mamma. Io so a malapena attaccare un bottone, lei è bravissima. Ecco il nostro tappeto per leggere Finalmente qui (Bacchilega) con i piccini!
giovedì 18 febbraio 2016
Di asini, papà e bambini
Due asini.
Uno grande, uno piccolo.
Papà e bambino che passano del tempo insieme e si divertono. Il succo è tutto qui.
Ma c'è qualcosa in più.
Gaetano è nato dalla matita di Sualzo nel 2005 quando ancora non c'era nessuna storia. Disegnò un asino che andava di corsa, le orecchie spinte indietro dal vento, gli zoccoli sospesi da terra, le corte gambette tese nello slancio. Mi fece molto ridere e da lì a poco iniziammo a chiederci chi fosse.
L'opportunità per scoprirlo arrivò con il mensile GBaby e il suo direttore, Stefano Gorla che stava cercando storie per i piccolissimi. Fumetti come esperienze di pre-lettura. Brevissime storie, balloon con stampato maiuscolo, attenzione ai passaggi logici tra le sequenze.
Iniziammo a pensare storie di due tavole. Affiancammo a Gaetano una spalla, una bambina. Gaetano era sostanzialmente un combinaguai che oscillava tra entusiasmo esagerato e pigrizia. Le storie sono uscite sulla rivista per sette anni. Una bellissima scuola.
Ogni anno ci ripromettevamo di tentare il salto fuori dalla doppia pagina per una storia più lunga. Diversi tentativi sono andati a vuoto.
Poi c'è stata un'occasione perfetta. Bao Publishing chiese a Sualzo di proporre una storia per quella che poi sarebbe stata l'etichetta Ba-Bao.
Sualzo e io ricominciammo a pensare.
Chi è Gaetano. Chi c'è con lui. Che fa. Che gli frulla in testa.
Nel mezzo di quella esplorazione accade un evento che segnò profondamente noi e tutta la piccola comunità in cui viviamo. Due fratellini rimasero improvvisamente orfani della mamma.
Da un momento all'altro soli con papà.
Quando abbiamo scritto la prima storia di Gaetano e Zolletta pensammo per tutto il tempo a loro. Uno dei due bambini amava e ama la pesca. Il nostro primo libro iniziò così su un piccolo pontile per finire sulla Luna.
Lo scorso anno siamo tornati a scrivere per i nostri due asini. Come per la prima, abbiamo voluto che anche nella seconda ci fosse un concentrato di avventura, imprevisti, soluzioni ingegnose, divertimento ma anche di tenerezza, vicinanza, manifestazione del proprio affetto. Volevamo che in pagina genitore e bambino potessero ritrovare lo stupore di essere un dono l'uno per l'altro.
A partire dal 2014 con l'uscita del primo volume Un posto perfetto e ora con La supersorpresa abbiamo portato questi due personaggi in tante scuole, festival, librerie incontrando numerosissimi bambini. Il fatto che nella storia ci siano solo papà e bambino non fa nessun problema perché lo spirito d'avventura catapulta subito i lettori nella storia e la consistenza di Gaetano come papà mette al riparo da ogni tristezza.
Qualcuno a volte fa la sua ipotesi sul perché non ci sia la mamma.
Tanti bambini attraversano la separazione dei propri genitori e vivono l'esperienza di un tempo diviso tra quello della mamma e quello del papà. Per loro quindi non è affatto un mistero.
Se vogliono condividere le loro osservazioni, le accogliamo.
Dunque, dentro una storia apparentemente semplice, alcuni bambini trovano qualche cosa che li rappresenta senza che la si dichiari in partenza.
Tutto questo per dire che non è stata un'operazione indolore pensare i nostri due asini così come sono. Io stessa ho dovuto sforzarmi un poco nel mantenere l'idea inziale di questa coppia. Perché quando si tratta di bambini (anche un asino bambino) tendo a desiderare di ricomporre tutto, ogni frattura, ogni crepa. Sanare, medicare.
Una protezione, sì, ma anche il mio personale "censore interno".
Natalie Goldberg lo descrive così: «un meccanismo interiore che cerca di tenere tutto sotto controllo e dimostrare che il mondo è qualcosa di solido e permanente, durevole e logico. Ma il mondo non è affatto permanente. Il mondo cambia in continuazione ed è pieno di sofferenza umana».
Lasciato da parte questo censore interno abbiamo scritto una storia di amore tra un papà e il suo bambino. E abbiamo capito che è questo che medica e risana. E ci siamo divertiti e commossi.
Qualche giorno fa ho finalmente potuto leggere il bel libro di Matteo Pelliti, Dal corpo abitato (Luca Sossella editore). Poesie sulla casa che si sgretola e diventa plurale, sull'identità e la sua trasfromazione attraverso un trauma familiare e personale come quello della separazione.
Ma dentro questo libro io ho trovato soprattutto un papà e una bambina.
Insomma, nelle nostre piccole storie di asini abbiamo voluto mettere due avventure per tutti i bambini e per tutti i genitori ma abbiamo anche nascosto una chiave per i bambini che stanno vivendo una decisione che non è loro, sulla quale non possono fare niente.
Se non prendere tutto il buono che c'è (ed è tanto, tantissimo) nell'amore di chi si occupa di loro con dedizione, pazienza, allegria.
P.S.
Gaetano e Zolletta La supersorpresa, la nuova storia, è dedicata al giorno in assoluto più atteso dai bambini. Secondo il nostro sondaggio (fatto su centinaia di bambini) la classifica è questa:
Al terzo posto: il giorno della fine della scuola.
Al secondo posto: Natale.
Al primo posto: il proprio compleanno.
Anche Giacomo Leopardi, che di sicuro non portava inviti al proprio compleanno su di un sidecar guidato da Monaldo, definiva la propria infanzia come quel “benedetto e beato tempo, dov’io sperava e sognava la felicità, e sperando e sognando la godeva".
giovedì 4 febbraio 2016
Finalmente qui
Ho iniziato a scrivere le brevi poesie di questo libro un paio di anni fa. Un piccolo gruppo. La sollecitazione è arrivata da amici che stavano avendo i loro bambini e così mi capitava di nuovo di prendere in braccio, cullare, accarezzare un neonato.
Un'esperienza che ho sempre cercato fin da quando, ancora piccina, chiedevo con insistenza di visitare l'asilo nido confinante la scuola dove insegnava mia mamma. Se mi veniva concesso di stare accanto a un bambino di pochi mesi io lo sentivo come una specie di miracolo.
Intorno ai sedici anni in edicola compravo tre riviste: Windsurf, Poesia e Insieme.
Ho avuto la mia prima bambina abbastanza presto secondo le statistiche attuali. Avevo ventiquattro anni quando è nata Beatrice. Desiderata moltissimo, attesa con l'inconscienza della prima volta, una lunga attesa piena di forza, energia, molta meraviglia e gratitudine per il mio corpo che fino a quel momento mi aveva portato qua e là, fatto andare in bicicletta, studiare, amare, correre e adesso riusciva pure in questa impresa.
Poco prima di partorire, senza cercarle, arrivarono alcune brevi poesie. Una specie di eccedenza di stupore e di mistero che aveva finito di lavorare in me e ora sentivo di voler dire anche fuori.
È accaduto lo stesso anche con gli altri due figli. Pochi versi in un tempo irripetibile.
Quando però sono nati, nel tempo della cura, allattamento, accudimento era come se le parole da scrivere sparissero. E sparissero per mesi e mesi. Semplicemente non scrivevo più versi per un tempo che percepivo lunghissimo. Tutte le parole precipitavano in quella lingua sorprendente e allo stesso tempo simile alla litania che sentivo crescere e fluire ogni volta che avevo tra le braccia il mio bambino appena nato. Parole, paroline, sensate e prive si senso, parole dentro i baci, parole nelle orecchie, sui piedini, affondate nella pancia, nel solletico, sotto il collo, dietro la guancia. Invenzioni, tiritere. Tutte le parole finivano lì.
Il motivo era abbastanza semplice da capire. Lo dice anche questo un distico, l'unica poesia che ho scritto subito dopo una nascita, quella di Beatrice che ha inaugurato tutto.
Il pianto la fame la cura il sonno.
Il giorno ruota attorno a questo sole.
Il tempo della cura si prendeva gioiosamente tutto, interamente tutto. Anche la parola ruotava attorno a quel sole pieno di bisogno, sempre acceso.
Ora è arrivato questo libro. Quattordici brevi poesie pensate per neonati, i bambini sì, ma anche mamme e papà che sono nati insieme a loro. È una breve raccolta per festeggiare alcune conquiste del primo anno. Con tenerezza e con fiducia.
Le immagini sono di Sualzo che ringrazio tanto per aver rivoluzionato il suo modo di disegnare cercando di trovare un punto di vista adatto. Quello del dettaglio e della minima distanza.
Insieme ringraziamo di cuore Stefania Costa, Angela Catrani, Alfonso Cuccurullo e l'editore Bacchilega che ha dato ascolto a quello che era ancora un desiderio.
Qui potete vedere un brevissimo booktrailer.
P.s.
Per grandi problemi durante la gravidanza, mia mamma ha dovuto vegliare tutto il mio primo anno con una preoccupazione costante, un cuore allarmato e una grande fiducia che potessi fare ciao, deglutire, afferrare, vedere, sentire, camminare.
Nel cuore dedichiamo questo libro a tutti i bambini per i quali il primo anno è pieno di ostacoli e pericoli. Forza forza forza.
(Ah, grazie mamma. Sempre).
Scrivere in libreria!
Ad Arezzo, presso la bellissima libreria La Casa sull'albero
un laboratorio di scrittura per insegnanti della Scuola Primaria.
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